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	<title>Nota bene - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>Nota bene - Luiss University Press</title>
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		<title>onLive</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/onlive-libro-bianco-sullo-spettacolo-digitale-dal-vivo-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 13:53:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due sono gli obiettivi di questo “libro bianco”, promosso all’interno del progetto onLive di Piemonte dal Vivo: il primo è quello di restituire un quadro critico di conoscenza attorno allo spettacolo digitale dal vivo in Italia, nelle sue diverse declinazioni, forme, caratteristiche. Il secondo consiste nel tentativo di tracciare delle possibili strategie per valorizzare questi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Due sono gli obiettivi di questo “libro bianco”, promosso all’interno del progetto onLive di Piemonte dal Vivo: il primo è quello di restituire un quadro critico di conoscenza attorno allo spettacolo digitale dal vivo in Italia, nelle sue diverse declinazioni, forme, caratteristiche. Il secondo consiste nel tentativo di tracciare delle possibili strategie per valorizzare questi spettacoli, affrontando sfide, vincoli e cercando di delineare delle prospettive per il futuro. Simone Arcagni e Lucio Argano, affiancati dal gruppo Arti Digitali dal Vivo, si sono avvalsi del contributo di più di venti studiosi e professionisti e hanno raccolto materiali, schede e riflessioni in grado di affrontare da più punti di vista lo spettacolo digitale dal vivo in Italia così da tracciare una mappa dello stato dell’arte. Una fotografia dinamica sulla storia dello spettacolo digitale e un’inchiesta sulle implicazioni sul piano delle norme, della formazione, della produzione e delle relazioni con festival.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/onlive-libro-bianco-sullo-spettacolo-digitale-dal-vivo-luiss-university-press/">onLive</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/onlive-libro-bianco-sullo-spettacolo-digitale-dal-vivo-luiss-university-press/">onLive</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Il freddo in Africa</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-freddo-in-africa-e-altre-storia-di-una-italia-nata-altrove-karima-moual/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 16:03:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il freddo in Africa racconta una storia che ci è cresciuta a fianco, a volte silenziosa, altre rumorosa. Una storia fatta di una moltitudine di persone provenienti da lontano, con le loro ferite, sogni e ambizioni. È la storia degli immigrati in Italia che è insieme storia di idee. Idee che non avrebbero potuto essere [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><em>Il freddo in Africa</em> racconta una storia che ci è cresciuta a fianco, a volte silenziosa, altre rumorosa. Una storia fatta di una moltitudine di persone provenienti da lontano, con le loro ferite, sogni e ambizioni. È la storia degli immigrati in <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/le-serenissime-storia-imprese-nordest-venezia-impresa-storia/" target="_blank" rel="noopener">Italia</a> che è insieme storia di idee. Idee che non avrebbero potuto essere immaginate da persone la cui vita non si fosse trovata sospesa tra due culture. Idee che non avrebbero potuto essere realizzate se quelle persone non avessero deciso di valorizzare il proprio vissuto. Sono le idee le vere protagoniste di questi racconti. Storie in cui vita e immaginazione si mescolano nel punto in cui culture differenti si incontrano, integrandosi reciprocamente; e il rischio d’<a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-buon-lavoro-benessere-cura-persone-imprese-italiane-cuzzilla-perrone/" target="_blank" rel="noopener">impresa</a> si trova a coincidere. Per fotografare questo racconto possono esserci varie angolazioni e chiavi di lettura. Qui si è scelto appositamente di raccontarlo attraverso il segmento dell’imprenditoria, e questo non tanto per rimarcare la vecchia categoria dell’“immigrato di successo”, quanto per provare finalmente a ricostruire un racconto un po’ più complesso, che comprenda le varie fasi di un percorso di emigrazione che parte da lontano. Dai sogni e dalle aspettative per poi scontrarsi con la realtà, fatta di ostacoli, difficoltà ma anche di ambizione, audacia e coraggio nel portare a termine un progetto.</div><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-freddo-in-africa-e-altre-storia-di-una-italia-nata-altrove-karima-moual/">Il freddo in Africa</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-freddo-in-africa-e-altre-storia-di-una-italia-nata-altrove-karima-moual/">Il freddo in Africa</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Il minotauro</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-minotauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 14:45:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Governo e management sono riusciti a raggiungere spesso i rispettivi obiettivi con grande efficacia nell’ultimo secolo contribuendo all’ordine, alla crescita e alla diffusione del benessere, ma è evidente, al tempo stesso, che i meccanismi del potere e dell’organizzazione che sono alla loro base si muovono sempre sull’orlo della libertà e dell’autonomia. La tendenza a schiacciare [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Governo e management sono riusciti a raggiungere spesso i rispettivi obiettivi con grande efficacia nell’ultimo secolo contribuendo all’ordine, alla crescita e alla diffusione del benessere, ma è evidente, al tempo stesso, che i meccanismi del potere e dell’organizzazione che sono alla loro base si muovono sempre sull’orlo della libertà e dell’autonomia. La tendenza a schiacciare il conflitto, il pluralismo, la libertà e la società è sempre insita nelle potenzialità dello Stato; quella alla misurazione, alla standardizzazione, al conformismo e alla gerarchia è sempre propria delle visioni manageriali.</p>
<p>La loro combinazione nel corso dei secoli ha dato vita al Minotauro, che ha raggiunto la sua massima capacità culturale, politica ed economica alla fine del Ventesimo secolo. Ma è una strana bestia questo Minotauro che ha attraversato ideologie, totalitarismi, crisi e trionfi uscendone sempre indenne e sempre rinnovato. Esso sembra rappresentare lo spirito faustiano, demoniaco, della tarda modernità, dimenandosi tra il massimo del benessere e dello sviluppo e il massimo del controllo e dell’obbedienza. La storia di questa relazione tra governo e management, la storia di quest’ibrido, però non finisce con il Ventesimo secolo e, soprattutto, affonda le proprie radici storiche in un tempo molto antecedente al Novecento. L’obiettivo di questo libro è stato appunto quello di partire dalle origini per cercare di comprendere dove siamo oggi e dove forse andremo domani. Sempre in compagnia di un Minotauro che cambia il proprio aspetto, ma sempre popola il labirinto della nostra storia.</p>
<p>Non è un caso che ancora oggi stabilità e produttività, le due grandi promesse del governo e del management, siano sempre due termini tra i più inflazionati del lessico occidentale. Non è un accidente nemmeno la continua ricerca, da parte delle élite politiche, di tecniche manageriali da importare e far funzionare nel settore pubblico e quella delle élite manageriali di influenzare i processi decisionali della politica al fine di avere una regolazione e riforme a essi favorevoli. Ciò non significa che un governo possa e riesca a funzionare come una azienda oppure che gli obiettivi di un governo siano sempre sovrapponibili a quelli degli attori economici. Spesso queste credenze sono illusioni oppure materiale per teorie del complotto. Ciò che invece appare innegabile è un certo isomorfismo tra governo e management, una corrispondenza che si traduce in una influenza reciproca. Proprio perché la radice di entrambi, pur diversamente rivestita, attiene all’organizzazione e al potere.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-minotauro/">Il minotauro</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-minotauro/">Il minotauro</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ineluttabilità dell&#8217;uguaglianza</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/lineluttabilita-delluguaglianza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 15:03:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La disuguaglianza è la più grande truffa della Storia a sé stessa. Funziona un po’ come una detassazione motu proprio, insomma l’evasione fiscale. Per fare un esempio: Silvio Bruni non paga la tassa dei rifiuti, Walter Verdi che la paga regolarmente se la vede aumentare per coprire l’ammanco causato. In un primo momento la strada [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://luissuniversitypress.it/automazione-disuguaglianza-occupazione-poverta-e-la-fine-del-lavoro-come-lo-conosciamo-aaron-benanav/" target="_blank" rel="noopener"><strong>disuguaglianza</strong></a> è la più grande truffa della Storia a sé stessa. Funziona un po’ come una detassazione <em>motu proprio</em>, insomma l’evasione fiscale. Per fare un esempio: Silvio Bruni non paga la tassa dei rifiuti, Walter Verdi che la paga regolarmente se la vede aumentare per coprire l’ammanco causato. In un primo momento la strada dove vivono entrambi si riempie di immondizia, in seguito Silvio viene comunque beccato, deve pagare il non corrisposto con gli interessi, dunque si è sostanzialmente truffato da solo, al rialzo, e intanto il viale dove vivono è divenuto una viuzza ricoperta dai rifiuti dove si passa a stento e con il naso turato.</p>
<p>La ditta per la raccolta dei rifiuti è fallita, schiacciata dai debiti generati dai mancati pagamenti dei vari silenti sodali di Silvio, e Walter avrà – esattamente come Silvio – comunque pagato più del dovuto. La truffa perfetta. Perdono tutti. D’altra parte i più furbi non sono solo sempre i più stronzi, ma anche i più fessi. Come asserisce Göran Therborn nell’incipit dell’introduzione del suo The Killing Fields of Inequality: “La disuguaglianza è una violazione della <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/linvenzione-della-natura-2/" target="_blank" rel="noopener"><strong>dignità umana</strong></a>; è una negazione della possibilità per le capacità umane di tutti di svilupparsi”. Ma è anche di più, o per meglio dire infinitamente di meno di questo: è il violentare sé stessa di una razza umana che così (dis)facendo si interdice dall’essere sé, essere umana tutta e quindi tutta uguale, in tal guisa – o gli esseri umani sono a immagine e somiglianza di sé, tra loro, o non è che non sono divini: è che sono disuniti, disumani.</p>
<p>Insomma, la disuguaglianza non solo non è l’unica via possibile, non solo non conviene a nessuno, ma mette in pericolo ciascuno, anche qualsiasi insospettabile o il mondo come corpus unico. Agli 881 milioni di persone baciate dalla sorte di vivere in Occidente tocca quasi il 90% (per l’esattezza l’86%) delle ricchezze mondiali e dispongono di oltre il 79% del reddito globale. Al quinto più povero della popolazione mondiale – 1,2 miliardi di persone – toccano l’1,3 per cento dei consumi globali. L’energia che muove il mondo, che in termini poetici è l’amore ma in termini pragmatici è l’energia stessa, viene consumata dai primi nella misura del 58% mondiale, dai secondi per il 4. La comunicazione al giorno d’oggi è tutto, ebbene i primi dispongono di tre quarti (il 74%) di tutte le connessioni telefoniche, i secondi l’1,5%.</p>
<p>Come è possibile che la maggioranza sia così silenziosa, e tacitamente accetti tutto questo? Max Weber lega la stabilità dell’ordine della disuguaglianza e del dominio alla questione della legittimazione: quale “fede di legittimità” garantisce l’accettazione, da parte dei poveri e degli esclusi su scala globale, della disuguaglianza della società mondiale, dove la metà della popolazione – la maggioranza dei bambini – soffre la fame e ne muore? Al quinto della popolazione mondiale al quale le cose vanno peggio (che messi assieme hanno meno soldi dell’uomo più ricco del mondo) manca tutto: acqua, cibo, una casa. E allora, cosa rende legittimo e stabile questo ordine globale della disuguaglianza?</p>
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		<title>Mitologie italiane</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/mitologie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 11:30:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le mitologie politiche offrono agli Stati una visione grandiosa e confortante del proprio destino e la diffondono per assicurarsi una facile presa sul popolo. In Mitologie Italiane, Riccardo Pugnalin e Antonio Pilati analizzano alcuni dei miti dell’Italia unita che a tutt’oggi sono duri a morire, influenzando la percezione pubblica e suggestionando le scelte del popolo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le mitologie politiche offrono agli Stati una visione grandiosa e confortante del proprio destino e la diffondono per assicurarsi una facile presa sul popolo. In Mitologie Italiane, Riccardo Pugnalin e Antonio Pilati analizzano alcuni dei miti dell’Italia unita che a tutt’oggi sono duri a morire, influenzando la percezione pubblica e suggestionando le scelte del popolo sovrano. Il primo e più radicato di questi falsi miti è l’idea secondo cui l’Italia, in virtù di un secolare primato culturale, esprime una missione di civiltà a raggio universale. Roma con il suo carico di eventi e di gloria è il principale catalizzatore di questo mito. Eppure, oltre il mito, l’attuale cultura italiana, i suoi intellettuali e la formazione proposta dalle università sono ben lontane dalla gloria e dai fasti di un tempo. Il secondo mito è quello secondo cui l’unità economico-politica dell’Europa espanderebbe le chance di sviluppo dell’Italia, rafforzando il suo primato internazionale e assicurando la sua tenuta sociale. Entrambe queste leggende, forgiate ad hoc da politici tutt’altro che disinteressati, hanno solamente un contenuto sentimentale che attribuisce alla nazione un’immagine desiderata con poca o nulla attinenza con la verità dei fatti: mancano l’analisi dei rapporti di forza e la percezione della realtà effettuale. La politica vera, la politica che sa operare per il bene della nazione e del popolo, inizia lì dove si sostituisce l’analisi al mito, la capacità tecnica alle credenze, la forza delle analisi alle facili suggestioni e agli incanti della ragione: lì dove la politica si fa comunicazione, certamente, ma della verità.</p>
<blockquote><p>“Il grande pubblico, disinteressato alla mitologia quando la vive, la attraversa e contribuisce a riprodurla. Il mito – oramai stabilizzato nella società – diventa oggetto di culto da proteggere e da perseguire. Il mito prevale su ogni altra considerazione critica nei suoi confronti. Il grande pubblico e gli specialisti non si occupano né si preoccupano delle mitologie politiche e dei loro impatti sulla società. Ancora di meno la teoria mitologica si preoccupa delle conseguenze che provoca, mentre l’opinione pubblica, solo dopo averne vissuto l’esperienza, riesce a comprenderne gli effetti. […] Le mitologie politiche agiscono sul tessuto sociale come arieti e motori irrefrenabili di decisioni politiche che, prese senza accorgersi del contesto storico nel quale agiscono perché fortemente convinte del loro mito, rischiano di produrre effetti distorsivi e non positivi. La mitologia, infatti, mal si coniuga con la realtà, agendo con una determinazione radicale, quasi sacrale.”</p></blockquote><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/mitologie-italiane/">Mitologie italiane</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/mitologie-italiane/">Mitologie italiane</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>La signora delle merci</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-signora-delle-merci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 08:49:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’e-commerce alla guerra, dalla grande distribuzione ai vaccini: è la logistica a pensare come si muovono le nostre vite. Dietro ogni oggetto c’è una storia: com’è nato, su quali strade ha viaggiato, per quali infrastrutture è transitato. Cesare Alemanni ci racconta l’affascinante mondo della logistica. Che cosa hanno in comune i mattoncini Lego e i [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’e-commerce alla guerra, dalla grande distribuzione ai vaccini: è la logistica a pensare come si muovono le nostre vite. Dietro ogni oggetto c’è una storia: com’è nato, su quali strade ha viaggiato, per quali infrastrutture è transitato. Cesare Alemanni ci racconta l’affascinante mondo della logistica. Che cosa hanno in comune i mattoncini Lego e i container? Perché Amazon ha cominciato vendendo libri? In che modo l’evoluzione logistica è connessa all’incremento delle disuguaglianze economiche? Perché la Cina è stata definita un “impero logistico”? Qual è il ruolo dei porti nella storia del mondo? Ricostruendo le vicende di idee e personaggi incredibili, La signora delle merci ci restituisce il senso profondo del viaggio delle merci, permettendoci di capire meglio passato e presente delle nostre società.</p>
<h3><strong>Scrivono di </strong><em><strong>La signora delle merci</strong></em></h3>
<h3>La Stampa:<em><a href="https://www.lastampa.it/tuttolibri/2023/06/03/recensione/la_logistica_fa_girare_il_mondo_intero_se_funziona_non_la_vedi-12835932/" target="_blank" rel="noopener"> &#8220;La logistica fa girare il mondo intero, se funziona non la vedi&#8221;</a><br />
</em>Pandora rivista:<em><a href="https://www.pandorarivista.it/articoli/la-signora-delle-merci-di-cesare-alemanni/" target="_blank" rel="noopener">“La signora delle merci” di Cesare Alemanni</a><br />
</em>RivistaStudio: <a href="https://www.rivistastudio.com/i-libri-del-mese-67/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I libri del mese&#8221; </em></a></h3>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>&#8220;Il laptop su cui scrivo queste parole è stato progettato in California e contiene materie prime estratte in Africa. Funziona grazie a componenti prodotti a Taiwan e assemblati in Cina. È transitato da un centro di distribuzione in Germania e venduto in un negozio di Milano. E lo stesso si può dire di oggetti molto più banali nonché di medicinali, alimenti, fonti energetiche e altre risorse fondamentali per il quotidiano funzionamento delle nostre società. Come in nessun’altra epoca le nostre economie dipendono dalla organizzazione di trasporti su distanze enormi. Dalla coordinazione di operazioni, fisiche e informatiche, che si devono svolgere in una tempestiva sequenza di hic et nunc. Ed eppure, i mezzi e i sistemi che garantiscono tale coordinazione sono rimasti a lungo poco raccontati. Forse poiché sono black box di cui percepiamo l’esistenza solo quando si inceppano. Forse poiché, al contrario, sono talmente onnipresenti da fare parte del paesaggio. Di certo poiché rappresentano una complessità difficile da sintetizzare. Una complessità che tuttavia qualcuno deve essere in grado di gestire, per far sì che da una caotica matassa di processi emerga un filo logico. O per meglio dire logistico.”</p></blockquote><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-signora-delle-merci/">La signora delle merci</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-signora-delle-merci/">La signora delle merci</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Furor</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/furor/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 08:48:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli antichi norreni chiamavano berserksgangr lo spirito che trasformava i guerrieri in uomini orso. Accecati da un’ira animale, indotti in uno stato confusionale, i berserkr si gettavano nella battaglia senza patire dolore e senza provare alcuna pietà. È di un simile furore, brutale e irrazionale, confuso ed emotivo, che scrive Carlo Bordoni, il cui sguardo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli antichi norreni chiamavano berserksgangr lo spirito che trasformava i guerrieri in uomini orso. Accecati da un’ira animale, indotti in uno stato confusionale, i berserkr si gettavano nella battaglia senza patire dolore e senza provare alcuna pietà. È di un simile furore, brutale e irrazionale, confuso ed emotivo, che scrive Carlo Bordoni, il cui sguardo analitico non tratta però di epoche antiche ma dipinge piuttosto la nostra società occidentale; una società in cui la ragione, la scienza e il pensiero, soli antidoti all’erompere della forza bruta, sono ormai venuti meno. Ma come si è arrivati a tutto ciò? In che modo la ragione è stata sconfitta? Senza fare facili moralismi, Bordoni propone un’idea tanto paradossale quanto suggestiva: la violenza e l’irrazionalismo non hanno a che fare con qualche spirito antico e magico, ma con l’etica. Occorre infatti tornare a riflettere sul rapporto, spesso sottaciuto, della violenza con l’etica. Dalle considerazioni di Benjamin, Foucault e Derrida sulla violenza in quanto creatrice di diritto, passando per quelle di Aristotele e Bourdieu sulla mutevolezza dell’habitus, fino alle critiche di Adorno e Butler sull’anacronismo etico come forma d’imposizione, Bordoni dipinge la nostra epoca come quella in cui si concretizza una tendenza alla violenza etica, cioè al tentativo di giustificare la violenza sulle basi di reazioni e argomenti emotivi. È quando questa emozione condivisa diventa “etica”, cioè moralmente accettabile, che dobbiamo iniziare a temere che la società crolli in un irrazionalismo diffuso e pericoloso.</p>
<blockquote><p>“Riflettendo sul paradosso di una violenza etica – e di molti altri enigmi della razionalità e dell’irrazionalità umana – il libro di Bordoni ci conduce tra tempi e luoghi differenti, in compagnia di molti filosofi e scrittori contemporanei. È un libro che costringe a fermarsi e riflettere dopo ogni frase.”<br />
Colin Crouch, Università di Warwick</p></blockquote><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/furor/">Furor</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/furor/">Furor</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>La società-fabbrica</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-societa-fabbrica-lelio-de-michelis-ristampa-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 16:13:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La fabbrica è diventata la forma e la norma di organizzazione del mondo e del nostro dover vivere. Una società-fabbrica – organizzata, comandata e sorvegliata appunto come una fabbrica – in cui ognuno è operaio/ forza-lavoro, sia quando svolge un lavoro di produzione o di consumo o di generazione di dati per il Big Data. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La fabbrica è diventata la forma e la norma di organizzazione del mondo e del nostro dover vivere. Una società-fabbrica – organizzata, comandata e sorvegliata appunto come una fabbrica – in cui ognuno è operaio/ forza-lavoro, sia quando svolge un lavoro di produzione o di consumo o di generazione di dati per il Big Data. E a governare la società trasformata in fabbrica sono imprenditori e manager e algoritmi – i nuovi <em>meneur des foules</em> con le loro sofisticate tecniche di human engineering. Perché il tecno-capitalismo ci vuole produttivi e consumativi a produttività e a pluslavoro crescenti, per la massimizzazione del profitto privato del tecno-capitale. Perché questo è nella logica della razionalità strumentale/ calcolante-industriale che pre-determina e produce e riproduce l’accrescimento tendenzialmente illimitato sia del capitalismo, sia del sistema tecnico – del tecno-capitalismo, ormai diventato totalitario. Una razionalità tecno-capitalista compulsivamente irrazionale – come dimostra la crisi climatica e ambientale, oltre che sociale – ma che se si presenta a noi come assolutamente razionale perché basata sul calcolo, oggi algoritmico, quando in realtà è nichilista ed ecocida per sua essenza. Il vero cambio di paradigma che occorre generare è allora quello di uscire da questa irrazionalità e ritrovare una ragione diversa, umanistica ed ecologica, con un profondo senso del limite, applicando un principio di responsabilità e di precauzione verso la Terra e le future generazioni. Sostenibilità e resilienza non bastano. Occorre un gatto capace di rovesciare la scacchiera e le regole del gioco imposte da questa razionalità irrazionale.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-societa-fabbrica-lelio-de-michelis-ristampa-libro/">La società-fabbrica</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-societa-fabbrica-lelio-de-michelis-ristampa-libro/">La società-fabbrica</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Karl Marx nell’era digitale</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/karl-marx-nellera-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 10:45:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il capitalismo ha realizzato tutto ciò che era in suo potere, ma ora ha raggiunto i suoi limiti: la strada di una continua crescita a discapito delle risorse naturali non è più praticabile. Dunque, che fare? Per Ludger Eversmann, filosofo e informatico tedesco, la soluzione passa attraverso un utilizzo rivoluzionario della tecnologia, messa al pieno [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il capitalismo ha realizzato tutto ciò che era in suo potere, ma ora ha raggiunto i suoi limiti: la strada di una continua crescita a discapito delle risorse naturali non è più praticabile. Dunque, che fare? Per Ludger Eversmann, filosofo e informatico tedesco, la soluzione passa attraverso un utilizzo rivoluzionario della tecnologia, messa al pieno servizio della collettività. Si tratta di ripensare un nuovo ordine economico, come già sostenuto un secolo fa da Marx, capace di superare i problemi strutturali del capitalismo. Ma si tratta di pensare anche oltre Marx, profittando delle incredibili possibilità delle nostre società digitali: fabbriche intelligenti capaci di produrre on demand solo quello di cui abbiamo bisogno, infrastrutture automatizzate e statali al servizio della società e che regolino la produzione e il consumo delle risorse. Dobbiamo cioè pensare a una nuova “Atene digitale” in cui sono le macchine a lavorare, lasciando agli umani il lavoro intellettuale e la capacità decisionale. Ma c’è ancora spazio per un ‘socialismo utopistico’ nell’epoca dell’intelligenza artificiale?</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/karl-marx-nellera-digitale/">Karl Marx nell’era digitale</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/karl-marx-nellera-digitale/">Karl Marx nell’era digitale</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Il trono oscuro</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-trono-oscuro-magia-potere-tecnologia-mondo-contemporaneo-libro-venanzoni-andrea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 12:58:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Intelligenza artificiale, robot, macchine a guida automatica: tutto fa pensare al progresso tecnologico. Ma non potrebbe trattarsi invece di magia? Andrea Venanzoni ci invita a pensare lo sviluppo tecnico come un antico incantesimo. Sul regno del progresso troneggia un idolo oscuro. I maghi sono tra noi. Politici, imprenditori, amministratori delle più grandi aziende del mondo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Intelligenza artificiale, robot, macchine a guida automatica: tutto fa pensare al progresso tecnologico. Ma non potrebbe trattarsi invece di magia? Andrea Venanzoni ci invita a pensare lo sviluppo tecnico come un antico incantesimo. Sul regno del progresso troneggia un idolo oscuro. I maghi sono tra noi. Politici, imprenditori, amministratori delle più grandi aziende del mondo fanno segretamente ricorso alla potenza degli incantesimi e delle forze esoteriche. In questo libro Andrea Venanzoni sostiene che tutto ciò è consentito proprio dall’esplosione del mondo digitale, in sé profondamente “magico”. Scienza, tecnologia e magia vengono solitamente considerati concetti escludenti tra loro: l’epoca nata dai lumi e dal trionfo della ragione non può accettare la resistenza in ombrose nicchie culturali del pensiero magico, dell’esoterismo, di incantesimi ed evocazioni, visti tutti come frutto di irrazionali superstizioni. Eppure, molti dei nostri concetti tecnologici hanno una radice magica, come gli insiemi algoritmici utilizzati per fini predittivi, o come la rete Internet la cui concezione rimanda a idee come quella teologico-esoterica di &#8220;noosfera&#8221;. Alla fine di questo libro la Silicon Valley non ci apparirà più soltanto come un luogo di avanguardia tecnologica, innovazione e successo, ma anche come una terra di maghi, oscuri incantesimi, santuari segreti e rituali pagani celebrati nel deserto.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-trono-oscuro-magia-potere-tecnologia-mondo-contemporaneo-libro-venanzoni-andrea/">Il trono oscuro</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-trono-oscuro-magia-potere-tecnologia-mondo-contemporaneo-libro-venanzoni-andrea/">Il trono oscuro</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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