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	<title>governo - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>governo - Luiss University Press</title>
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		<title>Contro la democrazia</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/contro-la-democrazia-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 15:24:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa ha fatto la democrazia per noi? Ha dato voce ai più deboli, promosso il dibattito, favorito integrazione, crescita e sviluppo. Già: ma cosa ha fatto la democrazia per noi di recente? Se la domanda fosse rivolta a Jason Brennan, la sua risposta sarebbe probabilmente che è la questione stessa a essere mal posta. Quella [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa ha fatto la democrazia per noi? Ha dato voce ai più deboli, promosso il dibattito, favorito integrazione, crescita e sviluppo. Già: ma cosa ha fatto la democrazia per noi di recente? Se la domanda fosse rivolta a Jason Brennan, la sua risposta sarebbe probabilmente che è la questione stessa a essere mal posta. Quella che, secondo Winston Churchill, era la “peggior forma di governo possibile a eccezione di tutte le altre” non ha mai avuto la possibilità di fare del bene, né mai l’avrà. La ragione è spiegata in questo lavoro che, ritenuto eretico e scandaloso quando venne pubblicato per la prima volta, è ormai ritenuto un classico del pensiero politico contemporaneo. Brexit, crisi di cultura e competenza, estremisti ai vertici dei governi, assalti ai palazzi del potere potrebbero non essere storture, bensì i sintomi inevitabili della vera natura della democrazia che somiglia, secondo Brennan, non tanto al luogo di un civile e ragionato dibattito, quanto al regno di dell’irrazionalità e dell’ignoranza: molti elettori compiono le loro scelte sulla base dell’emozione o del pregiudizio, non conoscendo neanche, in numerosi casi documentati, la forma di governo vigente o addirittura i nomi dei leader in carica. Inoltre, come dimostra l’autore, che rivolge la sua critica sia alla democrazia rappresentativa che a quella deliberativa, la partecipazione politica tende a rendere le persone peggiori – più irrazionali, arrabbiate e cariche di pregiudizi. Quale alternativa abbiamo, allora? Come superare gli inconvenienti della democrazia se non vogliamo esporci ai rischi che comporterebbe la concentrazione del potere nelle mani di pochi? La proposta di Brennan è di sperimentare una forma di governo “epistocratica” che sia compatibile con parlamenti, elezioni e libertà di parola, ma distribuisca il potere politico in proporzione a conoscenza e competenza.</p>
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		<title>Il disfacimento del demos</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-disfacimento-del-demos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 09:31:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è il paradosso centrale, forse persino lo stratagemma centrale, della governance neoliberista: la rivoluzione neoliberista avviene nel nome della libertà – liberi mercati, Paesi liberi, uomini liberi –, ma distrugge le basi su cui la libertà poggia, la sovranità degli Stati e dei soggetti. Gli Stati sono subordinati al mercato, governano per il mercato [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Questo è il paradosso centrale, forse persino lo stratagemma centrale, della governance neoliberista: la rivoluzione neoliberista avviene nel nome della libertà – liberi mercati, Paesi liberi, uomini liberi –, ma distrugge le basi su cui la libertà poggia, la sovranità degli Stati e dei soggetti. Gli Stati sono subordinati al mercato, governano per il mercato e acquisiscono o perdono legittimità in base agli alti e bassi del mercato; inoltre gli Stati rimangono intrappolati nella separazione tra la spinta capitalista all’accumulazione e l’imperativo della crescita economica nazionale. I soggetti, liberati per poter perseguire l’accrescimento del loro capitale umano, emancipati da ogni preoccupazione e regolamentazione da parte della sfera sociale, politica, comune o collettiva, vengono inseriti nelle norme e negli imperativi della condotta di mercato e integrati negli obiettivi dell’azienda, dell’industria, della regione, della nazione o della costellazione postnazionale a cui la loro esistenza è legata. Nella politica, nella cultura e nella società, e quindi nelle discipline che le studiano, esiste solo l’<em>homo oeconomicus</em>.<br />
— WENDY BROWN</p></blockquote>
<p>L&#8217;opera di Wendy Brown rappresenta una forma rigorosa di vigilanza sullo stato della democrazia. In tempi come i nostri in cui pare sia sufficiente il rispetto delle procedure per assicurare il buono stato della democrazia, i suoi libri registrano come un preciso sismografo le crepe che si aprono all’interno della democrazia – a partire dal suo angolo di osservazione, l’Occidente e in particolare gli Stati Uniti – sul piano dei discorsi, delle pratiche, delle istituzioni. Politologa e filosofa della politica, a differenza dell’approccio analitico predominante negli Stati Uniti in queste discipline accademiche, Brown pone come criterio di analisi il concetto stesso di “democrazia”: “governo del popolo”. La questione dirimente è allora se – mediante le istituzioni e le procedure – un popolo effettivamente governi sé stesso; per stabilirlo, non basta restare sul piano della democrazia formale, dove il discrimine tra come un popolo si governa e come un popolo è governato è labile. Anzi, la democrazia formale può finire per configurare un kratos che si rende autonomo dal suo demos, le cui procedure formalizzano poteri non democratici, che non derivano cioè dall’autodeterminazione del demos.<br />
— DARIO GENTILI</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-disfacimento-del-demos/">Il disfacimento del demos</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-disfacimento-del-demos/">Il disfacimento del demos</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>La democrazia e i suoi nemici</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-democrazia-e-i-suoi-nemici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rodia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 14:28:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><strong>[3 EBOOK A 9,99]</strong></p>
<p>La nostra democrazia è in crisi perenne, dominata dalla politica del narcisismo e dall'incapacità di gestire la complessità. Il nemico è all'interno della democrazia stessa, come suggerisce <strong>Tom Nichols</strong>? O il problema è nella mancanza di una vera classe politica come scrivono <strong>Giovanni Orsina e David Allegranti</strong>? Il risultato secondo <strong>Michael Lind</strong> è una nuova lotta di classe tra una "superclasse" burocratica e un popolo che si sente sempre più escluso dalle dinamiche della sua politica. Tre libri indispensabili per leggere tra le righe della crisi politica che sta attraversando il nostro Paese.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-democrazia-e-i-suoi-nemici/">La democrazia e i suoi nemici</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>A che prezzo</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/a-che-prezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riders che lavorano per pochi euro e con tutele quasi inesistenti, operai di aziende in crisi costretti a sacrifici non remunerati, lavoratori di 30-40 anni che, anche sommando gli stipendi, non riescono più a formare una famiglia, oltre 250 mila under 35 in fuga dal nostro Paese alla ricerca di un’occupazione all’altezza delle loro competenze: [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riders che lavorano per pochi euro e con tutele quasi inesistenti, operai di aziende in crisi costretti a sacrifici non remunerati, lavoratori di 30-40 anni che, anche sommando gli stipendi, non riescono più a formare una famiglia, oltre 250 mila under 35 in fuga dal nostro Paese alla ricerca di un’occupazione all’altezza delle loro competenze: sono queste le conseguenze più dure della crisi economica che si è abbattuta sul nostro sistema produttivo nel corso degli ultimi dieci anni. L’indagine di Michel Martone dimostra che, di fronte alla crescente concorrenza globale, prima ancora del reddito di cittadinanza o di “quota 100”, è necessario affrontare l’emergenza retributiva. A che prezzo è la proposta di una riforma organica che, rafforzando la contrattazione collettiva, promuova, con il diritto di tutti i lavoratori ad un salario minimo, la produttività delle imprese.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/a-che-prezzo/">A che prezzo</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/a-che-prezzo/">A che prezzo</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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