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	<title>napoli - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>napoli - Luiss University Press</title>
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		<title>Kaputt</title>
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		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 10:10:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Agli inizi degli anni Venti, spinta da una crisi economica che aveva impoverito anche i ceti colti, una generazione di intellettuali tedeschi approda a Napoli e dintorni. Benjamin, Adorno, Bloch, Kracauer e Sohn-Rethel vagano, come flâneurs mediterranei, tra Positano, Capri e Piedigrotta, scoprendo modi di vita eccentrici, diversi. Benjamin descrive Napoli come una città “porosa”: [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Agli inizi degli anni Venti, spinta da una crisi economica che aveva impoverito anche i ceti colti, una generazione di intellettuali tedeschi approda a Napoli e dintorni. Benjamin, Adorno, Bloch, Kracauer e Sohn-Rethel vagano, come flâneurs mediterranei, tra Positano, Capri e Piedigrotta, scoprendo modi di vita eccentrici, diversi. Benjamin descrive Napoli come una città “porosa”: luogo in cui gli opposti s’incontrano e si compenetrano in ogni strato del tessuto sociale. A Napoli il sacro incontra il profano; il teatro, la platea; il cattolico, il pagano; il legale, l’illegale. Una città “porosa” perché, abitandola, inciampiamo nelle crepe e nei paradossi della modernità; perché, abituandoci ai suoi ritmi e ai suoi eccessi, acquisiamo una dimestichezza unica e inimitabile. Del resto è nella povertà, nel bisogno estremo, che si manifesta la creatività tipica dell’estro popolare, capace di rendere risorsa ciò che per altri sarebbe solo uno scarto. Sohn-Rethel chiama tutto ciò “l’ideale del rottame” – in tedesco Das Ideal des Kaputten. A Napoli, le macchine sono autentiche solo quando si rompono, ridestando un rapporto intimo e corporeo con la tecnica: pezzi di legno trovati per strada tengono insieme ingranaggi di automobili malandate; il motore surriscaldato di un motoscafo diventa piastra per una caffettiera; il mozzo di una motocicletta scassata si trasforma in frullino per montare la panna. Ogni rottame viene raccolto, riparato e reinventato: un gesto di riscatto che sfida, nel piccolo, la logica del capitalismo. Tra le ginestre sparse sul Vesuvio e le manifatture rifinite sui marciapiedi, Kaputt fa emergere la forma propria di Napoli, la sua resistenza ingegnosa, attraverso la penna vibrante di uno dei più acuti economisti politici del Novecento.</p>
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		<title>Il teorema della purezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 08:32:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono gli ultimi anni del Settecento. Un secolo sta finendo e con esso un’era, quella dei Lumi, che ha visto vacillare convinzioni e credenze ritenute valide per secoli. Mentre ancora risuona il fragore della rivoluzione, a Napoli, la più intellettuale delle città italiane, inizia una guerra silenziosa combattuta senza armi, ma con simboli, formule e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono gli ultimi anni del Settecento. Un secolo sta finendo e con esso un’era, quella dei Lumi, che ha visto vacillare convinzioni e credenze ritenute valide per secoli. Mentre ancora risuona il fragore della rivoluzione, a Napoli, la più intellettuale delle città italiane, inizia una guerra silenziosa combattuta senza armi, ma con simboli, formule e teoremi. È la battaglia per la salvezza della matematica – e, con essa, dell’intera società. Combattono questo scontro due curiosi schieramenti: da una parte gli studiosi che hanno abbracciato i nuovi strumenti intellettuali provenienti dalla Francia giacobina, dove algebra, astrazione e calcolo infinitesimale hanno sovvertito un ordine matematico vecchio di secoli. Dall’altra, i custodi del rigore, ossia gli accademici disposti a difendere con ogni mezzo la purezza del pensiero geometrico contro il disordine della scienza nuova. Non si tratta, tuttavia, soltanto di una disputa intellettuale: tornare a Euclide diventa il proclama di un progetto che vuole restaurare un ordine matematico e politico capace di reagire alla dissoluzione del sapere e dell’ordine aristocratico messi in crisi dai rivoluzionari. Il teorema della purezza non è solo la ricostruzione di una vecchia disputa accademica, ma il racconto di come ricerca e conoscenza non siano elementi neutri della società, bensì forze attive, capaci di plasmare e condurre i grandi cambiamenti sociali, politici ed economici. In questo libro, la matematica diventa il campo di battaglia su cui si gioca una sfida che è al tempo stesso filosofica, politica e culturale. Mazzotti ci invita a riflettere su quanto la forma del sapere incida sulla forma della società, e a riconoscere, nella storia delle idee, le premesse del mondo che abitiamo oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Chi non prende in mano un libro di matematica con devozione </strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>e non lo legge come la parola di Dio, non lo capisce. </strong></h3>
<h3 style="text-align: center;">—NOVALIS</h3><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-teorema-della-purezza-politica-matematica-rivoluzione-regno-di-napoli-libri-luiss-university-press/">Il teorema della purezza</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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