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	<title>sociologia - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>sociologia - Luiss University Press</title>
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		<title>Il divario generazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:04:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Rapporto si pone l’obiettivo di analizzare in modo sistematico la condizione delle nuove generazioni e di valutare l’impatto delle politiche pubbliche su queste ultime in un contesto di spopolamento, di difficile transizione digitale ed ecologica e di profondi mutamenti geopolitici globali. In questo contesto, l’inazione della politica penalizza sempre di più una fascia di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Rapporto si pone l’obiettivo di analizzare in modo sistematico la condizione delle nuove generazioni e di valutare l’impatto delle politiche pubbliche su queste ultime in un contesto di spopolamento, di difficile transizione digitale ed ecologica e di profondi mutamenti geopolitici globali. In questo contesto, l’inazione della politica penalizza sempre di più una fascia di popolazione, quella più giovane, troppo spesso considerata un problema, piuttosto che un’opportunità per riguadagnare la competitività del Sistema Paese e contrastare il persistente divario generazionale. Per questa ragione, il Rapporto formula proposte concrete di azione: dall’implementazione della Valutazione di impatto generazionale (VIG), all’introduzione del bilancio intergenerazionale; dal sostegno al volontariato al regime degli “impatriati”; dal diritto allo studio alla governance delle politiche giovanili.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-divario-generazionale-vii-rapporto-2025-luiss-university-press/">Il divario generazionale</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-divario-generazionale-vii-rapporto-2025-luiss-university-press/">Il divario generazionale</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>La cultura della sorveglianza</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-cultura-della-sorveglianza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:52:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;David Lyon è un importante testimone delle conseguenze nefaste della sorveglianza contemporanea. Questo suo nuovo lavoro ci mette in guardia: i moderni regimi di sorveglianza si stanno insinuando nelle nostre vite dando forma anche alle nostre esperienze più intime. Lyon esplora il rischio che tutto questo diventi normale, ci invita a resistere e agire e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;David Lyon è un importante testimone delle conseguenze nefaste della sorveglianza contemporanea.<br />
Questo suo nuovo lavoro ci mette in guardia: i moderni regimi di sorveglianza si stanno insinuando nelle nostre vite dando forma anche alle nostre esperienze più intime.<br />
Lyon esplora il rischio che tutto questo diventi normale, ci invita a resistere e agire e ci suggerisce le alternative possibili. Ancora una volta gli siamo debitori.&#8221;<br />
<strong>Shoshana Zuboff, autrice de <em>Il capitalismo della sorveglianza</em></strong></p>
<p>Per secoli il concetto di sorveglianza è stato legato a idee come la tutela dell’ordine, la garanzia del corretto funzionamento sociale, l’intelligence e la difesa dello Stato o, nelle sue versioni distorte, l’uso coercitivo del potere. In anni recenti abbiamo scoperto invece come, nell’era dell’iperconnessione, la sorveglianza sia diventata l’elemento chiave del nuovo ordine economico imposto dalle grandi multinazionali del web che, osservando i nostri comportamenti e indirizzandoli a nostra insaputa, hanno accumulato enormi quantità di ricchezza e potere. Secondo David Lyon quello che sta accadendo all’interno della nostra società è persino più inquietante: non c’è più bisogno di un “Grande Fratello” che ci sorvegli e punisca all’occorrenza, visto che siamo noi stessi ad alimentare il sistema in cui viviamo, forse perché riteniamo di non aver niente da nascondere, o semplicemente perché, accettando la logica della sorveglianza, ne traiamo beneficio: ciò accade ogni volta che ci osserviamo a vicenda sui social network, o quando proteggiamo la nostra proprietà, o quando semplicemente teniamo sotto controllo i nostri figli o monitoriamo il traffico. La cultura della sorveglianza è quella in cui tutti siamo immersi e alla quale tutti contribuiamo: un luogo da incubo, se lasceremo prevalere chi ne fa un uso senza scrupoli, o quello in cui costruire, grazie a politiche e comportamenti etici e condivisi, un futuro più equo e trasparente.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-cultura-della-sorveglianza/">La cultura della sorveglianza</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-cultura-della-sorveglianza/">La cultura della sorveglianza</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Magia nera</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/magia-nera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:50:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Macchine capaci di decidere da sole, automobili senza pilota, assistenti virtuali che ci guidano dai nostri smartphone: la presenza della tecnologia è sempre più pervasiva e porta nella nostra quotidianità un incanto magico al quale è difficile resistere. L’individuo interconnesso è rapito da questo fascino: la bellezza della tecnologia è prodotta dall’ingegno che porta perfezione, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Macchine capaci di decidere da sole, automobili senza pilota, assistenti virtuali che ci guidano dai nostri smartphone: la presenza della tecnologia è sempre più pervasiva e porta nella nostra quotidianità un incanto magico al quale è difficile resistere. L’individuo interconnesso è rapito da questo fascino: la bellezza della tecnologia è prodotta dall’ingegno che porta perfezione, utilità e funzionalità, creando comprensione e comunanza tra modi di vita altrimenti difficilmente conciliabili. Il prezzo che paghiamo è tuttavia salato: ci scopriamo chiusi nella “gabbia tecnologica”, un nuovo potentissimo sistema di intermediazione tra uomo e uomo, che corrode le tradizionali relazioni (o connessioni) sociali e individuali e cancella i confini tra reale e virtuale, lasciandoci immersi in un’ambivalente era del verosimile, al di là dei concetti di vero e falso. Società e tecnologia sono ormai fuse nella multidimensionalità del quotidiano. Se le macchine da strumenti stanno diventando fini per l’individuo, protagoniste e non comprimarie del sociale, allora è necessario rimettere l’uomo e la società al centro del nuovo contesto in cui la tecnologia è la moneta dei poteri di sorveglianza. Con Magia nera, Carlo Carboni ci mette in guardia dalle distorsioni e dai pericoli percettivi, proponendo un “cyber-meticciato”, un’ambivalenza con cui imparare a convivere, tra i rischi di uno sviluppo che può sfuggirci di mano e la bellezza che innovazione e tecnologia possono consentirci.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/magia-nera/">Magia nera</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/magia-nera/">Magia nera</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>La società non esiste</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-societa-non-esiste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La società non esiste”: era il 1987 quando Margaret Thatcher pronunciò queste celebri parole che, da allora, sembrano aver preso le sembianze di una profezia. La classe media, che ha assistito negli anni alla secessione delle élite – il “mondo alto” che ha abbandonato il bene comune facendo sprofondare i paesi occidentali nel caos –, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La società non esiste”: era il 1987 quando Margaret Thatcher pronunciò queste celebri parole che, da allora, sembrano aver preso le sembianze di una profezia. La classe media, che ha assistito negli anni alla secessione delle élite – il “mondo alto” che ha abbandonato il bene comune facendo sprofondare i paesi occidentali nel caos –, si trova ora relegata ai margini del sistema economico, sociale e culturale. Delegittimati, sottorappresentati, costretti a vivere lontano dalle metropoli e, di fatto, dagli occhi e dal cuore di una classe dominante che non ne ha più bisogno, i ceti medi impoveriti rischiano di diventare una pentola a pressione dove risentimento, frustrazione e rabbia rischiano di diventare qualcosa di ancora peggiore. L’ondata populista che attraversa oggi il mondo occidentale è solo la punta dell’iceberg di un malcontento che potrebbe presto mettere il “mondo di sopra” di fronte a un’alternativa: tornare a far parte del movimento reale della società oppure scomparire.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-societa-non-esiste/">La società non esiste</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-societa-non-esiste/">La società non esiste</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Il paradosso dell&#8217;integrazione</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-paradosso-dellintegrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>pubLa nostra società è scissa e il mondo è impazzito, è uscito dai cardini. Sembra che siano tutti d’accordo su questo. Ma le conclusioni che se ne traggono sono le più diverse: c’è chi vuole mantenere la rotta cercando al contempo di riconquistare l’antica stabilità padroneggiando la crisi, e c’è chi vuole tornare senz’appello ai [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>pubLa nostra società è scissa e il mondo è impazzito, è uscito dai cardini. Sembra che siano tutti d’accordo su questo. Ma le conclusioni che se ne traggono sono le più diverse: c’è chi vuole mantenere la rotta cercando al contempo di riconquistare l’antica stabilità padroneggiando la crisi, e c’è chi vuole tornare senz’appello ai vecchi tempi e desidera una svolta radicale. Ma cosa c’è dietro questa diagnosi? In questo studio, accolto già con clamore in patria, il sociologo tedesco Aladin El-Mafaalani sostiene che la realtà si trova all’esatto opposto rispetto a come viene comunemente descritta. La società cresce compatta e il mondo sembra essersi rimpicciolito, ne consegue che molte cose si muovono insieme e non è facile governarle. I cambiamenti provocano tensioni e conflitti, e nessuno ha un’idea certa di dove porti questo processo. Venirsi incontro e crescere insieme non sono di certo processi piacevoli, e senza un obiettivo chiaro rappresentano una sfida ancora più grande. La strada che abbiamo davanti, però, è quella verso una società aperta, percorso forse non ancora completo, ma in gran parte già realizzato, e arrivato a un punto che persino i più ottimisti non pensavano possibile. Abbiamo a che fare, quindi, con le dinamiche di una crescente apertura sociale e di un generale avvicinamento, e non con una progressiva spaccatura della società. Per quanto possa sembrare paradossale, è proprio da queste dinamiche positive di apertura e integrazione che scaturiscono resistenze e conflitti.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-paradosso-dellintegrazione/">Il paradosso dell’integrazione</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-paradosso-dellintegrazione/">Il paradosso dell&#8217;integrazione</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Italiani poca gente</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/italiani-poca-gente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:49:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Leggere questo libro è un&#8217;operazione salutare per aprire la mente&#8221; (dalla prefazione di Piero Angela) L’Italia, tra record negativo di nascite e rapido invecchiamento, è ormai un caso studiato ovunque nel mondo. La crisi demografica costringe a ripensare tutto: sviluppo economico, lavoro, welfare e politica estera. Questo libro racconta come siamo arrivati fin qui e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Leggere questo libro è un&#8217;operazione salutare per aprire la mente&#8221;<br />
(dalla prefazione di Piero Angela)</p>
<p>L’Italia, tra record negativo di nascite e rapido invecchiamento, è ormai un caso studiato ovunque nel mondo. La crisi demografica costringe a ripensare tutto: sviluppo economico, lavoro, welfare e politica estera. Questo libro racconta come siamo arrivati fin qui e come si può invertire la rotta.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/italiani-poca-gente/">Italiani poca gente</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/italiani-poca-gente/">Italiani poca gente</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Pensare le istituzioni</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/pensare-le-istituzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:46:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le istituzioni sociali regolano il nostro comportamento in qualsiasi contesto – dalle norme costituzionali, al denaro, all’amicizia e ai rapporti personali. Sono un elemento essenziale della vita umana, addirittura più importante delle risorse naturali: un gruppo ben organizzato può prosperare in un ambiente ostile, mentre una società mal gestita può andare in rovina anche in [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le istituzioni sociali regolano il nostro comportamento in qualsiasi contesto – dalle norme costituzionali, al denaro, all’amicizia e ai rapporti personali. Sono un elemento essenziale della vita umana, addirittura più importante delle risorse naturali: un gruppo ben organizzato può prosperare in un ambiente ostile, mentre una società mal gestita può andare in rovina anche in un ambiente ricco e fertile. Ma cosa sono, in realtà, le istituzioni? Questo libro mostra che non sono altro che credenze – e che sono, peraltro, piuttosto precarie: quando Mario Draghi, al culmine della crisi europea, dichiarò pubblicamente che la BCE avrebbe fatto “tutto il necessario” per risolvere la crisi, queste parole da sole furono sufficienti a tranquillizzare i mercati. Vent’anni prima, nell’agosto del 1991, Boris Yeltsin venne ripreso dalla tv russa mentre arringava la folla stando in piedi su un carro armato: questa immagine convinse i cittadini che i generali avevano fallito il colpo di stato, e lo fece fallire veramente. Attraverso una serie di esempi e fatti concreti, Francesco Guala offre una nuova teoria su cosa sono le istituzioni sociali, come funzionano, e cosa possano fare per noi.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/pensare-le-istituzioni/">Pensare le istituzioni</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/pensare-le-istituzioni/">Pensare le istituzioni</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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