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	<title>stato - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>stato - Luiss University Press</title>
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		<title>La legge del più forte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 10:17:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso si è sentito parlare di guerra economica, intesa come quell’insieme di pratiche adottate dagli Stati per piegare o comunque indebolire economicamente Paesi rivali o concorrenti. Raramente si è prestata attenzione all’infrastruttura concreta che risiede alla base di qualsivoglia guerra economica. Quest’ultima, infatti, si sviluppa per mezzo di leggi, regolamenti, provvedimenti statali. Si tratta di un intero armamentario giuridico finalizzato al raggiungimento degli scopi geoeconomici e, quindi, geopolitici. La guerra economica, in questo senso, non è altro che l’effetto di una guerra combattuta con le armi del diritto.</p>
<h2>Il diritto come arma geopolitica degli Stati</h2>
<p>L’uso geopolitico del diritto non concerne solo le pratiche offensive volte a indebolire i Paesi rivali, bensì attiene anche a tutto quel complesso di normative protettive adottate dai diversi Stati per tutelare i propri settori strategici. È una partita che si gioca sia in attacco sia, soprattutto, in difesa, ad esempio impedendo a imprese legate a realtà ostili di entrare nel proprio mercato domestico. Questa guerra è combattuta, in primo luogo, dagli Stati. È in capo a questi soggetti, così come emersi secondo il (convenzionale) paradigma vestfaliano (1648), che risiede il potere, in ultima istanza, di adottare tali misure, avendo gli stessi il potere dell’eccezione e sull’eccezione, nascosto tra le innumerevoli clausole di sicurezza e interesse nazionale disseminate nei vari ordinamenti. Questo, sia chiaro, non significa che gli Stati si muovano solitari nello scacchiere globale: come si vedrà, vi sono anche le grandi imprese con le proprie esigenze – non per forza sempre in accordo con la realtà statuale di riferimento – così come entità sovranazionali, si pensi all’Unione Europea, in grado di porre diversi limiti agli Stati che le partecipano. La tesi di questo libro suggerisce però che, in ultima istanza, il potere è sostanzialmente statale: lo si chiamerà il potere sovrano. Questi ultimi anni di crisi, caratterizzati dal paradigma dell’emergenza, hanno messo in chiara luce, a parere di chi scrive, tale realtà. L’uso da parte degli Stati del diritto per affermare il proprio potere si muove su diversi fronti e, per quanto attiene soprattutto alla competizione tra Stati rivali, rimane latente anche tra Paesi alleati; se la soggettività ultima da tutelare è, come si diceva, quella statale, ogni bandiera tende e tenderà sempre a salvaguardare, in primo luogo, i propri interessi. Questo significa che non vi è da stupirsi se le armi giuridiche vengono utilizzate anche all’interno della alleanza atlantica, ad esempio tra Stati Uniti e Paesi europei, oppure tra Stati membri dell’Unione stessa, come Francia e Italia.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/diritto-strumento-guerra-legge-piu-forte-luca-picotti-libro/">La legge del più forte</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/diritto-strumento-guerra-legge-piu-forte-luca-picotti-libro/">La legge del più forte</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Il minotauro</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-minotauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 14:45:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Governo e management sono riusciti a raggiungere spesso i rispettivi obiettivi con grande efficacia nell’ultimo secolo contribuendo all’ordine, alla crescita e alla diffusione del benessere, ma è evidente, al tempo stesso, che i meccanismi del potere e dell’organizzazione che sono alla loro base si muovono sempre sull’orlo della libertà e dell’autonomia. La tendenza a schiacciare [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Governo e management sono riusciti a raggiungere spesso i rispettivi obiettivi con grande efficacia nell’ultimo secolo contribuendo all’ordine, alla crescita e alla diffusione del benessere, ma è evidente, al tempo stesso, che i meccanismi del potere e dell’organizzazione che sono alla loro base si muovono sempre sull’orlo della libertà e dell’autonomia. La tendenza a schiacciare il conflitto, il pluralismo, la libertà e la società è sempre insita nelle potenzialità dello Stato; quella alla misurazione, alla standardizzazione, al conformismo e alla gerarchia è sempre propria delle visioni manageriali.</p>
<p>La loro combinazione nel corso dei secoli ha dato vita al Minotauro, che ha raggiunto la sua massima capacità culturale, politica ed economica alla fine del Ventesimo secolo. Ma è una strana bestia questo Minotauro che ha attraversato ideologie, totalitarismi, crisi e trionfi uscendone sempre indenne e sempre rinnovato. Esso sembra rappresentare lo spirito faustiano, demoniaco, della tarda modernità, dimenandosi tra il massimo del benessere e dello sviluppo e il massimo del controllo e dell’obbedienza. La storia di questa relazione tra governo e management, la storia di quest’ibrido, però non finisce con il Ventesimo secolo e, soprattutto, affonda le proprie radici storiche in un tempo molto antecedente al Novecento. L’obiettivo di questo libro è stato appunto quello di partire dalle origini per cercare di comprendere dove siamo oggi e dove forse andremo domani. Sempre in compagnia di un Minotauro che cambia il proprio aspetto, ma sempre popola il labirinto della nostra storia.</p>
<p>Non è un caso che ancora oggi stabilità e produttività, le due grandi promesse del governo e del management, siano sempre due termini tra i più inflazionati del lessico occidentale. Non è un accidente nemmeno la continua ricerca, da parte delle élite politiche, di tecniche manageriali da importare e far funzionare nel settore pubblico e quella delle élite manageriali di influenzare i processi decisionali della politica al fine di avere una regolazione e riforme a essi favorevoli. Ciò non significa che un governo possa e riesca a funzionare come una azienda oppure che gli obiettivi di un governo siano sempre sovrapponibili a quelli degli attori economici. Spesso queste credenze sono illusioni oppure materiale per teorie del complotto. Ciò che invece appare innegabile è un certo isomorfismo tra governo e management, una corrispondenza che si traduce in una influenza reciproca. Proprio perché la radice di entrambi, pur diversamente rivestita, attiene all’organizzazione e al potere.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-minotauro/">Il minotauro</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-minotauro/">Il minotauro</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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