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	<title>Pensiero libero - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>Pensiero libero - Luiss University Press</title>
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		<title>L&#8217;isola sospesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 13:23:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;isola sospesa di Stefano Pelaggi racconta Taiwan come un paradosso vivente: uno Stato che esiste in tutto e per tutto, tranne che nel riconoscimento formale. Taiwan è infatti un attore centrale negli equilibri globali costretto però a muoversi nell’ombra della diplomazia internazionale, come fosse sempre sospeso tra essere e non essere. Attraverso un’analisi rigorosa ma accessibile, il saggio ricostruisce la lunga storia dell’isola; dalle prime popolazioni aborigene alle dominazioni coloniali, dall’impero giapponese al rifugio del nazionalismo cinese sconfitto, fino alla transizione democratica degli ultimi decenni. Pelaggi intreccia storia, identità e geopolitica per spiegare come Taiwan sia diventata il punto di frizione più delicato del XXI secolo: una democrazia pluralista e tecnologicamente avanzata, so spesa tra la pressione crescente della Repubblica Popolare Cinese e il sostegno strategico degli Stati Uniti. L’autore mostra come la contesa non sia solo tecnologica, per la produzione di microchip, ma simbolica: una battaglia sulla definizione stessa di sovranità, nazione e legittimità storica. Il libro analizza le ambiguità giuridiche di Taiwan, l’isolamento diplomatico im posto da Pechino, il ruolo decisivo dell’industria dei semiconduttori e il peso della memoria storica nella politica asiatica. Ne emerge il ritratto di un’isola che influenza le rotte del commercio globale, la sicurezza del l’Indo-Pacifico e il futuro dell’ordine internazionale. L’Isola sospesa è un viaggio documentato nel cuore di una crisi permanente, dove passato e presente rimangono in equilibrio precario mentre il mondo continua a interrogarsi sul destino di Taiwan con il fiato sospeso.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-isola-sospesa-storia-di-taiwan-dalle-origini-alla-guerra-dei-microchip/">L’isola sospesa</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-isola-sospesa-storia-di-taiwan-dalle-origini-alla-guerra-dei-microchip/">L&#8217;isola sospesa</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Guerra profonda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:49:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Viviamo nell’era della sorveglianza totale. I sistemi con cui alcune corporation controllano ogni angolo del mondo esistono già: si chiamano intelligenze artificiali generative, droni, telecamere biometriche. La battaglia per la sovranità digitale è già cominciata e si combatte a colpi di fibra ottica e codice binario. La posta in gioco non è un territorio lontano, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Viviamo nell’era della sorveglianza totale. I sistemi con cui alcune corporation controllano ogni angolo del mondo esistono già: si chiamano intelligenze artificiali generative, droni, telecamere biometriche. La battaglia per la sovranità digitale è già cominciata e si combatte a colpi di fibra ottica e codice binario. La posta in gioco non è un territorio lontano, ma la libertà di miliardi di persone. In <em>Guerra profonda</em>, Arturo Di Corinto, tra le vo ci più autorevoli della cybersicurezza italiana, squarcia il velo su una guerra che non appare nei telegiornali ma ridisegna ogni giorno i confini del potere reale. Si combatte con algoritmi, satelliti e troll farm e il fronte non è più solo sui campi di battaglia: è dentro smartphone, social e dati consensualmente concessi. Si tratta di una guerra cognitiva fatta di episodi concreti: è l’attacco alla rete satellitare Viasat che ha accecato le difese ucraine ore prima dell’invasione russa; sono i cavi sottomarini sabotati nel Mar Baltico e attraverso cui transita la quasi totalità delle comunicazioni mondiali; è Elon Musk che decide della connettività di un’intera nazione in guerra; sono Peter Thiel e Alexander Karp che vendono agli Stati la capacità di prevedere tutto, sottraendo però loro la sovranità indispensabile per difendersi. La disinformazione di massa non è più appannaggio di regimi lontani, è industrializzata, democratizzata dall’intelligenza artificiale, accessibile a chiunque voglia fare l’hacker, non di un sistema informatico, ma della percezione della realtà. Di Corinto ci guida attraverso la Russia del RuNet, la Cina del Social Scoring, l’Europa che regolamenta senza produrre tecnologia autonoma. È la genesi della sovranità digitale. Il rischio è però la fine del vecchio ordine globale, delle sue leggi, delle sue istituzioni. In questo conflitto nessuno è civile: siamo tutti bersagli.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/guerra-profonda-bugie-hacker-e-l-architettura-segreta-dei-nuovi-conflitti-luiss-university-press/">Guerra profonda</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/guerra-profonda-bugie-hacker-e-l-architettura-segreta-dei-nuovi-conflitti-luiss-university-press/">Guerra profonda</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Il Principe e la Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:49:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Principe e la Repubblica ripercorre la vicenda della democrazia dal 1943 ad oggi, interpretando la Costituzione non come semplice testo giuridico, ma come organismo vivente in grado di adattarsi ai mutamenti del paese. Analizzando la politica italiana – dalla ricostruzione al boom economico, dalla crisi della Prima repubblica fino all’incerta evoluzione della democrazia maggioritaria [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Principe e la Repubblica ripercorre la vicenda della democrazia dal 1943 ad oggi, interpretando la Costituzione non come semplice testo giuridico, ma come organismo vivente in grado di adattarsi ai mutamenti del paese. Analizzando la politica italiana – dalla ricostruzione al boom economico, dalla crisi della Prima repubblica fino all’incerta evoluzione della democrazia maggioritaria –, Lorenzo Castellani e Gaetano Quagliariello ricostruiscono la storia delle istituzioni repubblicane nel loro intreccio con società, economia e mutamenti internazionali. Mostrano come, in un sistema parlamentare strutturalmente fragile, emerga la necessità di un “Principe”: non un individuo ma un soggetto politico capace di catalizzare la legittimità e guidare nei frangenti di crisi. Questo ruolo, in un primo momento, è stato svolto dai partiti, mentre più tardi si è spostato sul Presidente della Repubblica. Scaturisce da tali dinamiche una storia costituzionale “allargata”: tra tensioni e resilienza, tra culture politiche e slanci leaderistici, tra crisi economiche e vincoli europei. Storia che propone continui riassestamenti e sempre nuovi equilibri istituzionali.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-principe-e-la-repubblica-potere-e-istituzioni-in-italia-dal-1943-a-oggi-luiss-university-press/">Il Principe e la Repubblica</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-principe-e-la-repubblica-potere-e-istituzioni-in-italia-dal-1943-a-oggi-luiss-university-press/">Il Principe e la Repubblica</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>I lupi di Shenzhen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 13:06:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per trent’anni, sulle coste della Cina meridionale, un imprenditore eccentrico ha lavorato nell’ombra trasformando una piccola società di telecomunicazioni, Huawei, in un impero tecnologico globale. Un’ascesa costruita lontano dai riflettori, fondata su una visione aziendale che si riconosce in un branco di lupi: compatto, disciplinato, capace di adattarsi a territori ostili e di colpire il [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per trent’anni, sulle coste della Cina meridionale, un imprenditore eccentrico ha lavorato nell’ombra trasformando una piccola società di telecomunicazioni, Huawei, in un impero tecnologico globale. Un’ascesa costruita lontano dai riflettori, fondata su una visione aziendale che si riconosce in un branco di lupi: compatto, disciplinato, capace di adattarsi a territori ostili e di colpire il mercato con rapidità e ferocia. Questa avanzata silenziosa prosegue indisturbata fino al dicembre 2018, quando l’arresto a Vancouver di Meng Wanzhou, erede della dinastia Huawei, fa esplodere il caso sulla scena mondiale. Da quel momento Huawei diventa il centro di una crisi geopolitica: sanzioni, accuse di spionaggio, ritorsioni diplomati che. L’azienda smette di apparire come una semplice multinazionale e rivela il proprio peso strategico, incarnando uno dei fronti più duri della guerra tecnologica tra Cina e Stati Uniti. I lupi di Shenzhen ricostruisce la nascita e l’espansione della dinastia Huawei partendo dalle radici storiche del Paese. Dalla povertà delle province interne alla formazione tecnica e militare del fondatore Ren Zhengfei, dalle violenze delle campagne politiche maoiste all’apertura economica degli anni Ottanta, il libro mostra come l’azienda prenda forma dentro una lunga storia di disciplina, sacrificio e controllo. Huawei nasce per rispondere a un’ossessione nazionale: possedere le proprie reti e sottrarsi alla dipendenza tecnologica dell’occidente. Basato su interviste esclusive e un’indagine rigorosa, I lupi di Shenzhen usa la parabola di Huawei come lente sul capitalismo cinese contemporaneo: un sistema in cui impresa privata e Stato si intrecciano fino a confondersi, ridefinendo gli equilibri economici, politici e tecnologici del mondo globale.</p>
<div class="_df_book df-lite" id="df_19590"  _slug="i-lupi-di-shenzhen" data-title="i-lupi-di-shenzhen" wpoptions="true" thumb="https://luissuniversitypress.it/wp-content/uploads/2026/05/Eva-Dou-I-lupi-di-Shenzhen-8.jpg" thumbtype="" ></div><script class="df-shortcode-script" nowprocket type="application/javascript">window.option_df_19590 = {"outline":[],"autoEnableOutline":"false","autoEnableThumbnail":"false","overwritePDFOutline":"false","backgroundImage":"https:\/\/luissuniversitypress.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Eva-Dou-I-lupi-di-Shenzhen-8.jpg","direction":"1","pageSize":"0","source":"https:\/\/luissuniversitypress.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Shenzen_flipbook.pdf","wpOptions":"true"}; if(window.DFLIP && window.DFLIP.parseBooks){window.DFLIP.parseBooks();}</script><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/i-lupi-di-shenzhen-l-ascesa-della-dinastia-huawei-pensiero-libero-luiss-university-press/">I lupi di Shenzhen</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/i-lupi-di-shenzhen-l-ascesa-della-dinastia-huawei-pensiero-libero-luiss-university-press/">I lupi di Shenzhen</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Futuri radiosi</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/futuri-radiosi-ascesa-declino-e-rinascita-del-nucleare-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[University Press]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:07:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«La notizia dell’atomo si diffuse in un periodo di grandi novità: l’energia stava innescando cambiamenti di ogni sorta. Le auto stavano sostituendo le carrozze a cavalli, le navi a vapore solcavano gli oceani. Qualcuno parlava della possibilità di volare con un aeroplano. Con tutta l’energia all’interno dell’atomo, un mondo ricco e pulito sembrava a portata [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«La notizia dell’atomo si diffuse in un periodo di grandi novità: l’energia stava innescando cambiamenti di ogni sorta. Le auto stavano sostituendo le carrozze a cavalli, le navi a vapore solcavano gli oceani. Qualcuno parlava della possibilità di volare con un aeroplano. Con tutta l’energia all’interno dell’atomo, un mondo ricco e pulito sembrava a portata di mano. Si cominciava però a pensare anche a un’altra cosa: se davvero fosse stato possibile sprigionare quell’energia, allora la si sarebbe potuta usare per le esplosioni. Grandi esplosioni».</p>
<p style="text-align: center;"><strong>MARCO VISSCHER</strong></p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/futuri-radiosi-ascesa-declino-e-rinascita-del-nucleare-luiss-university-press/">Futuri radiosi</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/futuri-radiosi-ascesa-declino-e-rinascita-del-nucleare-luiss-university-press/">Futuri radiosi</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Politiche della menzogna</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/politiche-della-menzogna-l-uso-delle-bugie-nella-politica-internazionale-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:07:37 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell’agosto del 1964 il presidente Johnson annunciò agli americani che due navi militari statunitensi erano state attaccate nel Golfo del Tonchino da unità nordvietnamite. L’aggressione, disse, non lasciava alternative: bisognava entrare in guerra. Anni dopo si sarebbe scoperto che uno di quegli attacchi non era mai avvenuto. Ma intanto il Congresso aveva già dato il via libera a un conflitto destinato a durare un decennio e a costare milioni di vite. Una bugia, raccontata con voce calma e patriottica, aveva cambiato il corso della storia. Da episodi come questo prende le mosse <em>Politiche della menzogna</em> di John J. Mearsheimer, un’indagine spietata e documentata sull’uso politico della menzogna nelle relazioni tra Stati. Attraverso casi che vanno dalla Seconda guerra mondiale alla guerra in Iraq, l’autore mostra come la bugia non sia una deviazione morale, ma uno strumento strategico usato consapevolmente dai leader quando ritengono che la verità non basti a mobilitare consenso o a proteggere l’interesse nazionale. Mearsheimer guida il lettore dentro questo laboratorio della menzogna, distinguendo tra bugie rivolte ai nemici, agli alleati e – soprattutto – ai propri cittadini. Il paradosso è netto: gli Stati si mentono meno di quanto si creda, ma ingannano spesso l’opinione pubblica interna, perchéè lì che si costruisce il consenso, si alimenta la paura, si invoca l’emergenza. Allarmismi, insabbiamenti, miti nazionalisti e bugie diventano così categorie analitiche per leggere il mondo reale, senza moralismi e senza assoluzioni. Ne emerge un ritratto cinico e realistico della politica internazionale, dove la verità non è un valore assoluto ma una risorsa strategica da amministrare, mentre la menzogna appare come l’ombra fedele e indispensabile di ogni potere: discreta, onnipresente, spesso decisiva. In un mondo instabile, segnato da propaganda e conflitti continui, questo libro è oggi più necessario che mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">«Mearsheimer è un realista. Sa bene che la politica internazionale è anche arte della finzione. Per questo scrive un libro sulle bugie. È ben conscio che i leader tendono spesso a mentire per promuovere l’interesse nazionale del proprio paese. Attraverso un’attenta analisi storica che arriva fino ai tempi recenti, le diverse tipologie di bugie sono analizzate nelle motivazioni, incluse quelle mirate alla preservazione del potere interno e dei rapporti di forza internazionali, e nelle conseguenze locali e sistemiche che esse producono».</p>
<p style="text-align: center;">RAFFAELE MARCHETTI</p>
</blockquote><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/politiche-della-menzogna-l-uso-delle-bugie-nella-politica-internazionale-luiss-university-press/">Politiche della menzogna</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/politiche-della-menzogna-l-uso-delle-bugie-nella-politica-internazionale-luiss-university-press/">Politiche della menzogna</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>L&#8217;argento della patria</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-argento-della-patria-vivere-e-lavorare-in-italia-dopo-i-sessanta-anni-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 11:47:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia sta vivendo una trasformazione demografica profonda: il baricentro del Paese si sposta sempre più verso le età mature. Nei prossimi decenni, il numero delle persone in età avanzata crescerà fino a superare quello di chi lavora. Un cambiamento che chiede lucidità e visione, non rimpianti per un passato che non torna. Ma chi sono [...]</p>
<p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-argento-della-patria-vivere-e-lavorare-in-italia-dopo-i-sessanta-anni-luiss-university-press/">L’argento della patria</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia sta vivendo una trasformazione demografica profonda: il baricentro del Paese si sposta sempre più verso le età mature. Nei prossimi decenni, il numero delle persone in età avanzata crescerà fino a superare quello di chi lavora. Un cambiamento che chiede lucidità e visione, non rimpianti per un passato che non torna. Ma chi sono davvero, oggi, i cosiddetti “silver”? Di certo non le figure stanche e ai margini dell’immaginario novecentesco. Lungi dal corrispondere agli stereotipi di chi li vorrebbe solo annoiati e in attesa della pensione, i nuovi senior formano un aggregato eterogeneo e vitale. I nuovi sessantenni sono un mondo variegato e in movimento: godono di una salute migliore, non si sentono anziani e respingono con decisio ne le etichette della passività. Hanno studiato di più, partecipano alla vita sociale, consumano più dei giovani e, spesso, sono capaci di progettare in modo migliore di millennials e GenZ. Portano con sé energia, desiderio di fare, e un patrimonio di esperienze che chiede solo di essere riconosciuto. A partire da questa realtà, Matteo Caroli esplora le nuove forme del lavoro dei silver: dalla condivisione dei ruoli alla possibilità di imparare mestieri diversi anche in età avanzata, fino alla collaborazione tra generazioni come chiave per trasmettere saperi e competenze. Restare attivi non è soltanto una scelta personale: è un fattore decisivo di benessere individuale e di tenuta collettiva. L’argento della patria offre una visione del lavoro in età avanzata che soddisfi tanto le esigenze delle persone quanto delle imprese, contribuendo a ridurre la pressione demografica sui conti pubblici. Ne emerge un invito chiaro a superare i pregiudizi legati all’età: una vita lavorativa più lunga non è un’anomalia da subire, ma una risorsa strategica per la crescita economica e sociale del Paese. Perché, in un’Italia che invecchia, l’esperienza non è il passato che resta: è il motore silenzioso del futuro.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-argento-della-patria-vivere-e-lavorare-in-italia-dopo-i-sessanta-anni-luiss-university-press/">L’argento della patria</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-argento-della-patria-vivere-e-lavorare-in-italia-dopo-i-sessanta-anni-luiss-university-press/">L&#8217;argento della patria</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Futuri accessibili</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/futuri-accessibili-disabilita-e-tecnologia-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:38:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La tecnologia viene spesso presentata come la risposta naturale alla disabilità: un dispositivo, una protesi, un intervento capace di “aggiustare” il corpo e ricondurre la vita entro una norma condivisa. Ma chi decide che cosa va corretto, secondo quali criteri e con quali conseguenze concrete per le persone coinvolte? In Futuri accessibili Ashley Shew entra [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tecnologia viene spesso presentata come la risposta naturale alla disabilità: un dispositivo, una protesi, un intervento capace di “aggiustare” il corpo e ricondurre la vita entro una norma condivisa. Ma chi decide che cosa va corretto, secondo quali criteri e con quali conseguenze concrete per le persone coinvolte? In Futuri accessibili Ashley Shew entra nel cuore di questa narrazione dominante e la mette radicalmente in discussione, con uno sguardo lucido, diretto e mai astratto. Il libro prende avvio da una domanda tanto semplice quanto scomoda: quando la tecnologia promette di migliorare le vite delle persone disabili, mantiene davvero questa promessa? Attraverso il concetto di “tecnoabilismo“, Shew mostra come l’innovazione tecnologica non sia né neutra né automaticamente emancipativa. Protesi, dispositivi assistivi e soluzioni digitali sono spesso progettati a partire da standard rigidi di normalità, che finiscono per escludere, imporre adattamenti forzati e spostare il peso della “correzione” sui corpi, anziché sui contesti sociali e materiali. Il racconto intreccia analisi critica ed esperienza vissuta: l’amputazione subita dall’autrice, la vita protesica, la manutenzione continua, la dipendenza dalle infrastrutture, i costi emotivi, le decisioni prese da altri. Un insieme di esperienze che raramente trova spazio nel dibattito pubblico su disabilità e tecnologia, ma che ne rivela con chiarezza le implicazioni quotidiane. È a partire da questo sfondo che Futuri accessibili propone un cambio di prospettiva: le persone disabili non come destinatarie passive del progresso, ma come produttrici di saperi, pratiche e criteri alternativi per valutare ciò che conta davvero. Il libro non rifiuta la tecnologia, ma la sottopone a una domanda esigente, spostando l’attenzione dalla promessa astratta di miglioramento a ciò che, nella realtà, incide sulle possibilità di vivere, muoversi e autodeterminarsi. In gioco non c’è solo l’idea di progresso, ma la possibilità di ripensarlo in modo più giusto e accessibile.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/futuri-accessibili-disabilita-e-tecnologia-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/">Futuri accessibili</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/futuri-accessibili-disabilita-e-tecnologia-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/">Futuri accessibili</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>L&#8217;estasi dell&#8217;ignoranza</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-estasi-dell-ignoranza-mark-lilla-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 11:09:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché inseguiamo l’ignoranza con lo stesso fervore con cui desideriamo conoscere? E cosa ci spinge a coprire le verità più scomode con racconti rassicuranti costruiti ad arte? In L’estasi dell’ignoranza, Mark Lilla esplora una pulsione tanto diffusa quanto raramente confessata: la volontà di non sapere. Contro il mito moderno che celebra trasparenza, informazione e conoscenza [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Perché inseguiamo l’ignoranza con lo stesso fervore con cui desideriamo conoscere? E cosa ci spinge a coprire le verità più scomode con racconti rassicuranti costruiti ad arte? In L’estasi dell’ignoranza, Mark Lilla esplora una pulsione tanto diffusa quanto raramente confessata: la volontà di non sapere. Contro il mito moderno che celebra trasparenza, informazione e conoscenza come valori indiscutibili, questo saggio mostra come l’ignoranza sia spesso una scelta attiva, emotiva, culturale e politica, profondamente radicata nella tradizione occidentale. Una scelta che risponde al bisogno di sentirci protetti da verità capaci di incrinare la nostra identità, le nostre credenze, la nostra idea di felicità. Muovendosi tra filosofia, letteratura, religione e psicoanalisi, Lilla costruisce un viaggio intellettuale nella “volontà di ignoranza”. Dai miti antichi, come quello di Edipo, alle Confessioni di Sant’Agostino, da Nietzsche a Freud, prende forma una lunga storia di fuga dalla verità: tabù che limitano la curiosità, illusioni di innocenza, nostalgie per un passato immaginario, rifiuti ostinati dell’evidenza. Non semplici errori individuali, ma strategie collettive per rendere il mondo più sopportabile, anche a costo di deformarlo. Questa pulsione assume forme quotidiane: il cittadino che evita notizie scomode, il credente che difende un tabù pur intuendone l’origine, l’individuo che rifiuta una diagnosi o una responsabilità morale per non perdere l’equilibrio. Attualissimo,<em> L’estasi dell’ignoranza</em> illumina le radici profonde del cospirazionismo, del pensiero magico e delle semplificazioni ideologiche contemporanee; un invito a riconoscere quanto la fuga dalla realtà possa essere seducente, e quanto alto sia il prezzo che paghiamo quando scegliamo, consapevolmente, di non sapere.</p>
<div class="_df_book df-lite" id="df_18429"  _slug="lestasi-dellignoranza" data-title="lestasi-dellignoranza" wpoptions="true" thumbtype="" ></div><script class="df-shortcode-script" nowprocket type="application/javascript">window.option_df_18429 = {"outline":[],"backgroundColor":"#00000","autoEnableOutline":"false","autoEnableThumbnail":"false","overwritePDFOutline":"false","backgroundImage":"https:\/\/luissuniversitypress.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/La-biblioteca-dei-quanti-Egginton-5.jpg","direction":"1","pageSize":"0","source":"https:\/\/luissuniversitypress.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Mark-Lilla_estratto-3.pdf","wpOptions":"true"}; if(window.DFLIP && window.DFLIP.parseBooks){window.DFLIP.parseBooks();}</script><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-estasi-dell-ignoranza-mark-lilla-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/">L’estasi dell’ignoranza</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/l-estasi-dell-ignoranza-mark-lilla-libro-luiss-university-press-pensiero-libero/">L&#8217;estasi dell&#8217;ignoranza</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Faber fortunae</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/faber-fortunae-alessandro-zattoni-pensiero-libero-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 14:12:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia – terra di cui bellezza e debolezze strutturali sembrano essere le eterne, contraddittorie matrici – l’impresa non nasce per caso, e non somiglia a nessun’altra: è il frutto di una civiltà che ha saputo fondere il rigore della tecnica con l’armonia della forma, l’etica del lavoro con la ricerca del bello. Faber fortunae [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">In Italia – terra di cui bellezza e debolezze strutturali sembrano essere le eterne, contraddittorie matrici – l’impresa non nasce per caso, e non somiglia a nessun’altra: è il frutto di una civiltà che ha saputo fondere il rigore della tecnica con l’armonia della forma, l’etica del lavoro con la ricerca del bello. <em>Faber fortunae</em> indaga il cuore profondo di questa vocazione, ricostruendo l’originalità di un modello imprenditoriale che affonda le sue radici nella romanità classica e nella spiritualità benedettina, nell’Umanesimo rinascimentale e nell’economia civile, per giungere a esperienze moderne come quella di Adriano Olivetti, ancora oggi considerata un esempio internazionale di visione innovatrice. È un’eredità culturale stratificata e fertile, che ha dato vita a un capitalismo produttivo e relazionale, capace di “costruirsi la propria fortuna” e quella delle comunità in cui opera. È un modello in cui il profitto non è fine, ma mezzo per costruire valore condiviso. In queste pagine Alessandro Zattoni esplora con precisione e passione il fenomeno delle medie imprese italiane del “quarto capitalismo”, eccellenze capaci di coniugare intuizione, creatività e responsabilità sociale, pur operando in un contesto segnato da instabilità politica, burocrazia e inefficienza amministrativa. Proprio in questa tensione, tra ostacoli sistemici e capacità straordinarie, emerge ciò che l’autore chiama il “segreto italiano”: una miscela irripetibile di ingegno, cultura umanistica, flessibilità mentale e senso del limite, che consente alle nostre imprese di competere a livello globale, generando prodotti originali, relazioni durevoli e comunità solide. <em>Faber fortunae</em> è un libro che invita a riscoprire l’impresa come forma alta di civiltà e a riconoscere nella bellezza del fare una chiave per il futuro del Paese.</div><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/faber-fortunae-alessandro-zattoni-pensiero-libero-luiss-university-press/">Faber fortunae</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/faber-fortunae-alessandro-zattoni-pensiero-libero-luiss-university-press/">Faber fortunae</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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