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	<title>Sostenibilità e ambiente - Luiss University Press</title>
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	<description>Casa editrice dell'Universit&#224; Luiss</description>
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	<title>Sostenibilità e ambiente - Luiss University Press</title>
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	<item>
		<title>La guerra dei metalli rari</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-guerra-dei-metalli-rari-pitron-seconda-edizione-libro-luiss-university-press/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 08:48:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La transizione energetica e digitale, che può aiutare la specie umana a costruire un futuro migliore, nasconde un terribile segreto: tutte le tecnologie green e i settori strategici dell&#8217;economia del futuro hanno una componente essenziale nei metalli rari, una risorsa di scarsa e difficile reperibilità attorno alla cui estrazione ruotano enormi interessi, spesso fonte di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La transizione energetica e digitale, che può aiutare la specie umana a costruire un futuro migliore, nasconde un terribile segreto: tutte le tecnologie green e i settori strategici dell&#8217;economia del futuro hanno una componente essenziale nei metalli rari, una risorsa di scarsa e difficile reperibilità attorno alla cui estrazione ruotano enormi interessi, spesso fonte di conflitti e gravi pericoli ambientali. Questo libro racconta il lato oscuro dell&#8217;economia sostenibile, i rischi geopolitici che ne derivano e il disastro ecologico a cui andremo incontro continuando a tollerare lo sfruttamento indiscriminato di queste risorse. La guerra dei metalli rari, tuttavia, non è persa: conoscerne i segreti è vitale per non trasformare la speranzia di un futuro sostenibile in un terribile incubo.</p>
<h2>L&#8217;importanza strategica dei metalli rari per il futuro</h2>
<p style="text-align: justify;">Robotica, intelligenza artificiale, ospedali digitali, cyber-sicurezza, biotecnologie mediche, Internet delle cose, nanoelettronica, automobili senza conducente. Tutti i settori più strategici dell’economia del futuro, tutte le tecnologie che decuplicheranno le nostre capacità di calcolo e modernizzeranno il modo di consumare energia, il più piccolo dei nostri gesti quotidiani come le grandi decisioni collettive, si riveleranno legati ai metalli rari. Queste risorse diverranno la base fondamentale, tangibile, palpabile del Ventunesimo secolo, mentre questa dipendenza delinea già i contorni di un futuro che nessun oracolo aveva predetto. Pensavamo di affrancarci dalle penurie, dalle tensioni e dalle crisi causate dal bisogno di petrolio e di carbone ma le stiamo sostituendo con un mondo di penurie, tensioni e crisi inedite.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-guerra-dei-metalli-rari-pitron-seconda-edizione-libro-luiss-university-press/">La guerra dei metalli rari</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-guerra-dei-metalli-rari-pitron-seconda-edizione-libro-luiss-university-press/">La guerra dei metalli rari</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Il grande telaio</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-grande-telaio-storie-e-segreti-della-manifattura-tessile-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 13:58:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quali racconti si nascondono tra le pieghe dei tessuti e gli intrecci dei fili? Chiara Beghelli ci accompagna in un mondo, quello tessile, che scopriamo essere incredibilmente vasto, fatto di storie e geografie inattese. In ogni rocca e stoffa di lana si nasconde molto più della semplice filiera produttiva. Quello che si apre è un [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali racconti si nascondono tra le pieghe dei tessuti e gli intrecci dei fili? Chiara Beghelli ci accompagna in un mondo, quello tessile, che scopriamo essere incredibilmente vasto, fatto di storie e geografie inattese. In ogni rocca e stoffa di lana si nasconde molto più della semplice filiera produttiva. Quello che si apre è un arabesco fatto di gesti antichi, di tecniche inventate dai tessitori greci, di tradizioni che corrono lungo le vie rinascimentali e di bizzarri macchinari introdotti nell’800, come di innovazioni che mescolano hi-tech e sostenibilità, ingegneria e ricerche sulla biomassa. Il grande telaio è un libro-mappa che segue le vie della seta e del lino, del cotone e del nylon e indica le eccellenze della cultura tessile italiana.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-grande-telaio-storie-e-segreti-della-manifattura-tessile-italiana/">Il grande telaio</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-grande-telaio-storie-e-segreti-della-manifattura-tessile-italiana/">Il grande telaio</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>La trappola dell&#8217;efficienza</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-trappola-della-efficienza-capitalismo-nuovo-pier-giorgio-ardeni-mauro-gallegati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 12:29:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La trappola dell’efficienza è una critica di quel modello economico che si basa sull’idea di una crescita illimitata e sull’incessante ricerca dell’efficienza che la garantisce. Una visione che conduce a una netta separazione tra quanto teorizzato e la realtà limitata ed esauribile in cui viviamo. Per evitare instabilità, disuguaglianze e crisi climatiche e per garantire [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La trappola dell’efficienza</em> è una critica di quel modello economico che si basa sull’idea di una crescita illimitata e sull’incessante ricerca dell’efficienza che la garantisce. Una visione che conduce a una netta separazione tra quanto teorizzato e la realtà limitata ed esauribile in cui viviamo. Per evitare instabilità, disuguaglianze e crisi climatiche e per garantire benessere sociale e ambientale, serve ripensare il capitalismo. Dobbiamo uscire dalla trappola dell’efficienza e compiere scelte che sappiano guidarci verso un diverso sviluppo, più rispettoso del pianeta.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-trappola-della-efficienza-capitalismo-nuovo-pier-giorgio-ardeni-mauro-gallegati/">La trappola dell’efficienza</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-trappola-della-efficienza-capitalismo-nuovo-pier-giorgio-ardeni-mauro-gallegati/">La trappola dell&#8217;efficienza</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Modelli di condivisione</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/modelli-di-condivisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 10:11:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia più di metà degli spostamenti quotidiani sono sotto i 5 Km. Si può quindi affermare che l’uso dell’auto privata sia una scelta dettata più dall’abitudine che da reali necessità. Proprio per questo occorre spostare l’attenzione sulle esigenze di spostamento e sulla definizione di servizi che possano garantire una risposta efficace ed efficiente limitando, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia più di metà degli spostamenti quotidiani sono sotto i 5 Km. Si può quindi affermare che l’uso dell’auto privata sia una scelta dettata più dall’abitudine che da reali necessità. Proprio per questo occorre spostare l’attenzione sulle esigenze di spostamento e sulla definizione di servizi che possano garantire una risposta efficace ed efficiente limitando, allo stesso tempo, l’impatto che tali spostamenti determinano sull’ambiente e sul territorio. La tecnologia alla base della sharing mobility è riconducibile a strumenti di uso comune. Le piattaforme di gestione dei servizi di sharing sono liberamente raggiungibili tramite smartphone e consentono di accedere alle opzioni di mobilità disponibili nel territorio in modo immediato e tempestivo. La definizione di sharing mobility finisce per identificare le modalità con le quali le persone si spostano utilizzando mezzi condivisi piuttosto che mezzi privati, siano essi un’automobile, un monopattino o uno scooter. Grazie all’impiego della tecnologia, la sharing mobility permette agli utenti di condividere sia i veicoli che i tragitti, realizzando servizi scalabili, più efficienti e vicini alle esigenze degli utenti finali. La sharing mobility è un fenomeno che sta cambiando la mobilità in tutto il mondo.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/modelli-di-condivisione/">Modelli di condivisione</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/modelli-di-condivisione/">Modelli di condivisione</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<item>
		<title>Inferno digitale</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/inferno-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ondina Chirizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 08:37:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Secondo i loro araldi, l’universo digitale sarebbe poco più concreto di una ‘nuvola’, il famoso cloud nel quale archiviamo documenti e fotografie. Per un po’, il mondo digitalizzato ci è sembrato sinonimo di ‘vuoto’ o di ‘nulla’: ci invita a commerciare online, a giocare virtualmente e a scannarci su Twitter senza che questo smuova, a [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Secondo i loro araldi, l’universo digitale sarebbe poco più concreto di una ‘nuvola’, il famoso cloud nel quale archiviamo documenti e fotografie. Per un po’, il mondo digitalizzato ci è sembrato sinonimo di ‘vuoto’ o di ‘nulla’: ci invita a commerciare online, a giocare virtualmente e a scannarci su Twitter senza che questo smuova, a prima vista, neanche un grammo di materia, un elettrone o una goccia d’acqua. Eppure, rimangono delle domande fondamentali: qual è l’impatto fisico di questo strumento? Queste nuove reti di comunicazione sono compatibili con la ‘transizione ecologica’? Queste infrastrutture andranno protette da reggimenti di fanteria e portaerei per poter continuare a divertirci sulla rete? Per due anni abbiamo seguito il percorso delle nostre e-mail, dei like e delle foto delle vacanze. Abbiamo scoperto che Internet ha un colore (il verde), un odore (di burro rancido) e anche un sapore, salato come l’acqua marina. Inoltre, emette anche un suono stridulo, simile a quello di un immenso alveare. In breve, abbiamo provato l’esperienza sensoriale dell’universo digitale, rendendoci conto della sua dismisura, dal momento che per mettere un semplice like, utilizziamo quella che sarà a breve la più vasta infrastruttura mai costruita dall’uomo. Abbiamo creato un regno di cemento, fibra e acciaio, universalmente accessibile, chiamato a rispondere in un microsecondo. Un ‘intramondo’ costituito da data center, dighe idroelettriche, centrali a carbone e miniere di metalli strategici, uniti da una tripla ricerca: quella di potenza, velocità e… di freddo. Si tratta allo stesso tempo di un regno anfibio, solcato da navi posacavi e superpetroliere, popolato da uomini d’affari, marinai, minatori e informatici. Dopo aver visitato una dozzina di Paesi, ecco la realtà: l’inquinamento digitale non solo è colossale, ma è anche in rapidissima crescita.”</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/inferno-digitale/">Inferno digitale</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/inferno-digitale/">Inferno digitale</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<item>
		<title>Oro sporco</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/oro-sporco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Della Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 10:37:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I rifiuti sono l’ultima grande frontiera delle risorse del pianeta. Da recupero dei mobili in legno passando per l’estrazione dell’oro dai circuiti dei computer, dal business della plastica riciclata fino alla gestione dei rifiuti alimentari ed elettronici, grandi multinazionali e piccole compagnie cercano di trarre sempre più profitto dagli scarti, utilizzando quei materiali che fino [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I rifiuti sono l’ultima grande frontiera delle risorse del pianeta. Da recupero dei mobili in legno passando per l’estrazione dell’oro dai circuiti dei computer, dal business della plastica riciclata fino alla gestione dei rifiuti alimentari ed elettronici, grandi multinazionali e piccole compagnie cercano di trarre sempre più profitto dagli scarti, utilizzando quei materiali che fino a non molto tempo fa erano destinati alle discariche. L’innovativa ricerca di Kate O’Neill mostra come, al contrario, i rifiuti possano rappresentare non solo un rischio ambientale e sanitario, ma anche un asset prezioso per la nuova economia globale. In un mondo in cui la scarsità di risorse sta diventando un problema sempre più tangibile è forse proprio da ciò che siamo abituati a gettare via che possiamo costruire gli strumenti di rigenerazione del nostro futuro. Con Oro sporco Kate O’Neill ci spiega che è possibile trovare una nuova e più sostenibile fonte di ricchezza proprio lì dove non avremmo mai immaginato di trovarla: tra gli scarti e il pattume della società dei consumi.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/oro-sporco/">Oro sporco</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/oro-sporco/">Oro sporco</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<title>Caldo</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 14:23:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando visitò l’Artico per la prima volta negli anni Ottanta, Mark Serreze era un giovane studioso, pieno di entusiasmo ma poco convinto che gli esseri umani giocassero davvero un ruolo importante nelle variazioni climatiche. Quando, diversi anni più tardi, Serreze volle rivedere la zona dei suoi primi studi, si trovò di fronte a una sconvolgente [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando visitò l’Artico per la prima volta negli anni Ottanta, Mark Serreze era un giovane studioso, pieno di entusiasmo ma poco convinto che gli esseri umani giocassero davvero un ruolo importante nelle variazioni climatiche. Quando, diversi anni più tardi, Serreze volle rivedere la zona dei suoi primi studi, si trovò di fronte a una sconvolgente sorpresa: l’area era quasi completamente sparita, ridotta a qualche chiazza di ghiaccio sporco e destinato a sciogliersi del tutto di lì a breve. <em>Caldo.</em> <em>Breve storia dello scioglimento dell’Artico</em> parte da quella sorpresa e racconta la vicenda che, attraverso decenni di esplorazione e ricerca sul campo, ha portato Serreze a cambiare idea, diventando così uno dei più influenti e ascoltati attivisti al lavoro affinché gli esseri umani creino una società globale unita e capace di tutelare al meglio il nostro pianeta.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/caldo/">Caldo</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/caldo/">Caldo</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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		<item>
		<title>Cantiere Terra</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/cantiere-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 12:34:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Entro il 2050 un miliardo di persone potrebbero diventare rifugiati climatici. Secondo Thomas Kostigen, però, il tempo dei movimenti, dell’attivismo e della sensibilizzazione è arrivato in drammatico ritardo, con un riscaldamento globale che dopo i picchi del settembre 2016 è giunto al punto di non ritorno. CantiereTerra dimostra come l’unica speranza per invertire la tendenza [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Entro il 2050 un miliardo di persone potrebbero diventare rifugiati climatici. Secondo Thomas Kostigen, però, il tempo dei movimenti, dell’attivismo e della sensibilizzazione è arrivato in drammatico ritardo, con un riscaldamento globale che dopo i picchi del settembre 2016 è giunto al punto di non ritorno. <em>CantiereTerra</em> dimostra come l’unica speranza per invertire la tendenza sia da ricercare nell’innovazione tecnologica, in particolare nelle forme più avanzate di ingegneria climatica. Kostigen va alla ricerca di chi oggi nel mondo propone soluzioni innovative: sono investitori, scienziati, ingegneri e visionari che, tra foreste artificiali che assorbono anidride carbonica dall’atmosfera, terreni smart che programmano le condizioni ideali per lo sviluppo delle coltivazioni e innovativi sistemi di riutilizzo delle acque di scarico, stanno provando concretamente a cambiare le sorti del pianeta.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/cantiere-terra/">Cantiere Terra</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/cantiere-terra/">Cantiere Terra</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel mondo che brucia</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/nel-mondo-che-brucia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[lup_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 15:45:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le grandi invenzioni dalle quali l’umanità ha tratto prosperità e benessere, il libero mercato ha senz’altro avuto un ruolo di primo piano, favorendo intraprendenza, creatività e spirito di competizione e generando innovazione e crescita. Al tempo stesso, tuttavia, il capitalismo, assecondando lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, la sempre crescente disuguaglianza e la scarsa [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le grandi invenzioni dalle quali l’umanità ha tratto prosperità e benessere, il libero mercato ha senz’altro avuto un ruolo di primo piano, favorendo intraprendenza, creatività e spirito di competizione e generando innovazione e crescita.</p>
<p>Al tempo stesso, tuttavia, il capitalismo, assecondando lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, la sempre crescente disuguaglianza e la scarsa attenzione per i diritti e la dignità delle persone, sembra aver portato il pianeta sull’orlo di una crisi ecologica e planetaria che rischia di essere irreversibile. Come siamo arrivati a questo punto? Come possiamo evitare un disastro che molti osservatori giudicano imminente?</p>
<p>Secondo Rebecca Henderson il problema non è il mercato, ma il mercato senza controllo, l’idea che si possa fare a meno di politiche e azioni intraprese sulla base di un impegno morale e sociale condiviso per il bene dell’intera società. Abbiamo bisogno di un sistema politico ed economico profondamente riformato che punti alla creazione di valore per tutti, indirizzando il capitale verso aziende etiche e innovative, concentrandosi sui fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) e promuovendo tra governo e imprese una cooperazione che porti a filiere più eque e sostenibili che non mettano fuori mercato le aziende virtuose.</p>
<p>È necessario e urgente che istituzioni, imprese e semplici cittadini lavorino fin da subito insieme per la costruzione di un futuro più responsabile.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/nel-mondo-che-brucia/">Nel mondo che brucia</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/nel-mondo-che-brucia/">Nel mondo che brucia</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il capitalismo buono</title>
		<link>https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-capitalismo-buono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:52:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In molti, dal Diciannovesimo secolo a oggi, hanno profetizzato la morte del capitalismo, il “vampiro che si nutre di lavoro vivo” di cui parlava Karl Marx, il “sistema non intelligente, né buono, né bello, né giusto” e per di più “bu­giardo” di cui scrisse John Maynard Keynes. La grande recessione seguita alla crisi dei sub­prime [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In molti, dal Diciannovesimo secolo a oggi, hanno profetizzato la morte del capitalismo, il “vampiro che si nutre di lavoro vivo” di cui parlava Karl Marx, il “sistema non intelligente, né buono, né bello, né giusto” e per di più “bu­giardo” di cui scrisse John Maynard Keynes. La grande recessione seguita alla crisi dei <em>sub­prime </em>è sembrata così, a numerosi osservatori, segnare il fallimento del mercato e l’inizio dell’ultimo stadio del sistema capitalistico de­stinato, nell’era della crescente automazione del lavoro e della crisi della democrazia libe­rale, a declinare fino a scomparire del tutto, sostituito da “qualcosa di nuovo”. Tali osser­vatori stavano però trascurando una delle più peculiari qualità del capitalismo, quella di es­sere straordinariamente resiliente e capace, come il Proteo della mitologia greca, di cam­biare continuamente forma. L’ultima muta­zione stava avvenendo forse più rapidamente di quello che riuscivamo a immaginare, prima che scoppiasse la grande pandemia.</p>
<p>In questo libro Stefano Cingolani mostra come un nuovo paradigma di capitalismo DVR, “di­gitale, verde e responsabile”, potrà essere an­cora una volta motore di cambiamento, forza capace di affrontare con efficacia i bisogni e le priorità che stanno emergendo nelle nostre società: la salute, l’ambiente, il riequilibrio delle risorse e dei fattori di produzione. Se, come scrisse Milton Friedman, “la responsa­bilità sociale delle imprese è aumentare i pro­pri profitti”, è urgente oggi chiedersi se non sia possibile farlo anche rispettando principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Siamo agli inizi di un’altra grande trasforma­zione, che guiderà un nuovo ciclo di sviluppo e cambierà la democrazia, anch’essa destinata a diventare digitale, verde e responsabile? La trasformazione è in atto e la risposta è ancora in sospeso: ma la riforma è necessaria e ur­gente per evitare che Proteo si trasformi in Uroboro, il serpente che divora sé stesso.</p><p>The post <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-capitalismo-buono/">Il capitalismo buono</a> first appeared on <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/il-capitalismo-buono/">Il capitalismo buono</a> proviene da <a href="https://luissuniversitypress.it">Luiss University Press</a>.</p>
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